Renzi: «Letta più forte con me segretario»

Lunga intervista di Matteo Renzi al quotidiano La Stampa
Lunga intervista di Matteo Renzi al quotidiano La Stampa
Lunga intervista di Matteo Renzi al quotidiano La Stampa

FIRENZE – «Anche Letta ha capito che bisogna cambiare e sa che, con me  segretario, il governo sarebbe più forte, non più debole». Così Matteo Renzi in una intervista alla Stampa nella quale racconta che con il premier nell’incontro a Palazzo Chigi c’è stato un chiarimento: «Gli ho detto che se diventassi segretario del Pd non  mi chiederei ogni giorno cosa fare per danneggiare lui e Alfano. Il mio non sarà mai un partito con la matita rossa per fare le pulci al governo». E niente fretta per tornare  alle elezioni: «Sono ambizioso, ma non smanio per andare al voto. Se Enrico durerà ancora dieci anni, farò altro, allora avrò l’età che lui ha adesso».

Chiunque vinca il  congresso, dice il sindaco di Firenze, «il Pd ne uscirà ancora più bipolarista, ma sarà un bipolarismo gentile e rispettoso. E non c’è spazio per il grande centro perché sia Letta che Alfano sono bipolaristi convinti. Proprio Alfano non va indicato come traditore perché si è trovato a dover scegliere tra la fedeltà all’uomo cui deve tutto e quella a un Paese per il quale ha giurato. Mi fanno più pensare i Giovanardi».

Mentre Berlusconi è «all’epilogo e mi fa rabbia perché ha cambiato il calcio, la Tv e l’edilizia ma non la politica: non solo non ha fatto le cose che volevamo noi ma nemmeno quelle che voleva lui». Per Renzi resta la necessità per il partito di  ridisegnarsi, come aveva immaginato anche Veltroni che «aveva scritto il film giusto  ma ha sbagliato a credere che potessero recitarlo gli attori che avevano trasformato le pellicole precedenti in un flop. Nel mio Pd andranno avanti i più bravi non i più fedeli, dichiarerò guerra alla mediocrità».

Lo slogan per la campagna delle primarie è pronto, «l’Italia cambia verso», e sarà diversa dalla precedente, non più un
one man show, «vorrei che Pd diventasse  sinonimo di leggerezza calviniana».

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