Dal 18 giugno al 20 agosto

Pistoia: Giovanni Pisano a Palazzo Fabroni con mostra di sculture

di Roberta Manetti - - Cronaca, Cultura

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Giovanni Pisano – Crocifisso della Chiesa di Sant’Andrea (foto Mario Cobuzzi)

FIRENZE – Nell’anno di Pistoia capitale italiana della cultura dal 18 giugno a domenica 20 agosto si tiene a Palazzo Fabroni, Museo del Novecento e del contemporaneo di Pistoia, la mostra omaggio a Giovanni Pisano (c. 1248- c. 1315), curata da Roberto Bartalini con la collaborazione di Sabina Spannocchi.

Spiega il curatore Roberto Bartalini: «L’obiettivo è mettere in luce il percorso di innovazione e continua sperimentazione intrapreso dallo sculture nell’uso dei colori e dei volumi, che lo hanno reso uno dei massimi esponenti del gotico italiano. In particolare nella realizzazione dei crocifissi lignei, a cui la mostra dedica ampio spazio, si evidenzia il passaggio dell’artista dagli stilemi propri della statuaria medievale a una nuova interpretazione artistica della figura umana, che viene liberata dalla propria staticità per esprimere una forte idea di movimento e di pathos. Importante è anche la collocazione di questa mostra, che abbiamo voluto allestire all’interno di un museo dedicato all’arte contemporanea per mettere in risalto questa continuità fra antico e moderno, permettendo alle sculture di Pisano di interfacciarsi con l’arte contemporanea di Parmeggiani. Senza dimenticare la vicinanza tra Palazzo Fabroni e la pieve di Sant’Andrea, che consente al pulpito di Pisano, grande capolavoro della maturità, di intrecciare un dialogo stringente con le opere esposte».

Il percorso espositivo a Palazzo Fabroni è organizzato in nove stanze, ciascuna delle quali ospita un’opera. La mostra parte con un preludio: il rilievo con le Stimmate di San Francesco di Nicola Pisano, padre di Giovanni, proveniente forse dal perduto sepolcro di Filippo da Pistoia (anni Settanta del XIII secolo). Le altre otto stanze sono dedicate a Giovanni Pisano; nella seconda c’è un tondo in marmo che rappresenta la Madonna con Bambino ed è uno dei vertici dell’opera del giovane scultore. Nella terza stanza c’è un’altra opera lignea, un angelo in veste di diacono che estende la testa di San Giovanni Battista. Seguono quattro crocifissi, fra cui quello della cattedrale di Siena, l’unico tra quelli processionali a conservare ancora la croce originale, databile al 1285-1290, e uno, quello della chiesa di San Bartolomeo in Pantano, che viene per la prima volta attribuito a Giovanni giustappunto dal curatore della mostra. Ci sono entrambi i crocifissi della Pieve di Sant’Andrea, autentici capolavori, uno dei quali (nella foto) collocato abitualmente in posizione poco favorevole a mostrarne appieno la bellezza e l’ardimento innovativo.

L’esposizione è promossa e realizzata dal Comune di Pistoia in collaborazione con la Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia.

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