Il coreografo aveva scelto di risiedere in Toscana

Morto a Livorno Lindsay Kemp: insegnò a star sul palco a David Bowie

Lindsay Kemp per Secret Florence al Museo del Novecento (15-6-2017, foto Stefano Casati)

FIRENZE – Si è spento nella notte a Livorno Lindsay Kemp, l’innovativo coreografo che insegnò a muoversi sul palco a David Bowie e a Kate Bush. Una notizia che coglie di sorpresa, data l’attività che caratterizzava anche gli ultimi anni e i progetti che aveva in cantiere per la prossima stagione.

Coreografo, attore, ballerino, mimo e regista Lindsay Kemp era nato Cheshire il 3 maggio del 1938 e con i suoi spettacoli ha esercitato un’influenza determinante nella storia del rock, lavorando con artisti internazionali del calibro di Peter Gabriel, Mick Jagger, la citata Kate Bush e soprattutto David Bowie, cui diede non poche lezioni, contribuendo alla creazione del personaggio di Ziggy Stardust.

Un artista poliedrico, controverso, ironico e visionario che ricorda molto il carattere toscano; uno che non si stancava mai di elargire la sua arte dallo stile inconfondibile, che stratificava danza classica, teatro orientale, rock: in una parola, un grande protagonista del teatro del Novecento che aveva ancora molto da dire nel XXI secolo.

Dopo gli anni in accademia navale, dalla quale fu espulso per aver interpretato una Salomè ricoperto solo di carta igienica («E la ragione dell’espulsione fu lo spreco di carta!»), e gli studi d’arte al Bradford College con il pittore David Hockney, nel 1964 formò la sua prima compagnia e nel 1968 arrivò la fama con «Flowers»: «Lo produssi con 500 sterline ricevute in eredità da una zia e da lì per 25 anni ho girato tutto il mondo, sempre attaccato per oscenità» raccontava a Milano nel suo discorso di ringraziamento per il riconoscimento dell’Accademia di Belle Arti di Brera che gli conferiva un diploma honoris causa. Ma quello spettacolo, una pantomima per Jean Genet che debuttò a Edimburgo nel 1968 e che, col successo a Londra nel 1974, portò Kemp all’attenzione di tutto il mondo, è entrato nella storia del teatro. Negli anni Settanta, maturato come interprete, regista, e autore, la sintesi di una vita d’esperienze teatrali diverse sbocciò in uno stile di teatro-danza totale, unico nel suo genere. La fusione d’intrattenimento, sensualità, rito, parodia, melodramma, trasgressione, umorismo ed intensità emotiva in spettacoli di grande effetto visivo e musicale ebbe un impatto clamoroso dappertutto, con grande influenza sul teatro internazionale.

Pittore, attore, regista di opere liriche, da qualche anno aveva scelto di vivere a Livorno e Firenze nel 2017 finalmente decise di approfittare della vicinanza e rendergli omaggio con dieci giorni di mostra e spettacoli.

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