Ha scritto anche numerosi libri su personaggi fiorentini

Firenze: morto a 69 anni Paolo de Anna, giornalista. Ha lavorato a lungo a La Nazione

di Redazione - - Cronaca, Cultura

Foto dal giornale Pensalibero

FIRENZE – E” morto Paolo De Anna, 69 anni, giornalista la cui carriera si è svolta in gran parte al quotidiano La Nazione, dove in particolare ha seguito la cronaca da Palazzo Vecchio, sede del Comune di Firenze, soprattutto fin dagli anni Ottanta. A darne notizia l”Associazione stampa della Toscana il cui presidente Sandro Bennucci e i componenti degli organismi dirigenti del sindacato dei giornalisti della Toscana
esprimono cordoglio e vicinanza alla moglie Marta e al figlio Pietro.
De Anna, figlio dello storico presidente dell”Ordine dei giornalisti della Toscana Gastone De Anna, era giornalista dal 1973. Oltre che alla Nazione, aveva avuto esperienze professionali nell”emittenza televisiva privata ed è stato autore di libri sull’arte a Firenze. Negli organismi di categoria è stato dirigente dell”Associazione stampa Toscana, delegato ai congressi della Fnsi e componente del Consiglio generale dell”Inpgi. Appassionato di montagna e di vela, tutti i colleghi dell”Associazione Stampa Toscana, si legge in una nota, “lo ricorderanno sempre così come era conosciuto dai compagni di lavoro e dai suoi interlocutori quotidiani nel suo impegno di cronista: un vero ”giornalista gentiluomo” per il suo tratto ed i suoi modi sempre garbati, scrupolosi e professionali”.
Recentemente pubblicava articoli sul giornale online Pensalibero di Firenze. Appassionato delle storie e dei personaggi della sua città, ha scritto «Novecento di bronzo» sui segreti delle statue della fonderia Vignali, «Raffaello Romanelli, il Cellini del Novecento» sulla figura e le opere sparse per il mondo dello scultore noto per il busto sul Ponte Vecchio. Con Lidia del Duca ha pubblicato «Le guerre del Paradiso» sulla vita del monument man Bruno Bearzi, il restauratore delle Porte del Battistero e dei maggiori bronzi del Rinascimento.

Il Direttore Sandro Bennucci, e tutta la nostra redazione esprimono il più profondo cordoglio per la perdita dell’amico giornalista.

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