In vista delle elezioni europee

Europee: scendono in campo confindustria e sindacati. Infrastrutture e lavoro in primo piano

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Lente d'Ingrandimento, Politica

Temendo un successo dei sovranisti in Europa e un cambio delle politiche a livello europeo, sindacati e industriali si  alleano per condurre una campagna volta a indirizzare il voto verso la conferma della situazione attuale, verso una stabilità  (non lo si dice apertamente, ma si comprende bene) garantita finora dalla prevalenza di PPE e socialisti. Così in vista del voto alle prossime elezioni europee dal 23 al 26 maggio, Confindustria, Cgil, Cisl e Uil hanno firmato un appello per l’Europa rivolto agli elettori e alle forze politiche. «Esortiamo i cittadini di tutta Europa ad andare a votare per sostenere la propria idea di futuro e difendere la democrazia, i valori europei, la crescita economica sostenibile e la giustizia sociale», scrivono nel documento congiunto.

Partendo dalla centralità del lavoro le parti sociali si rivolgono anche ai deputati italiani che verranno eletti al parlamento europeo, ai quali indicano le priorità d’azione. Tra le richieste vi è quella di «un piano straordinario per gli investimenti in infrastrutture e reti, da finanziare attraverso il ricorso ad un Eurobond per la crescita e l’esclusione della spesa nazionale di cofinanziamento dei progetti europei dai vincoli del Patto di stabilità.  Altre questioni sollevate nel documento riguardano la politica industriale europea, la richiesta di armonizzare i sistemi fiscali, lo sviluppo del dialogo dialogo sociale e la contrattazione, la creazione di un percorso europeo di politiche attive del lavoro. Attenzione anche al tema dell’immigrazione, con il richiamo ad una effettiva politica comune in grado di governare i processi migratori.

«Siamo particolarmente orgogliosi di questo appello, commenta il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, sottolineando in particolare la necessità di rafforzare l’identità europea attraverso una stagione di riforme, attraverso investimenti in infrastrutture transnazionali, e l’Europa dei giovani».

«Si tratta di una nuova Europa che investa innanzitutto nel lavoro e nella sua qualità, aggiunge la segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan. Quella che emerge dal documento viene definita l’Europa del lavoro che vorremmo, dal leader della Uil, Carmelo Barbagallo. Un’Europa che, per il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, deve essere nuova, forte e solidale.

Buoni propositi, che vanno però, anche contro la buona volontà dei proponenti, nel senso della conservazione di determinate situazioni (e determinati privilegi). Ma una buona fetta degli elettori non credo che la pensino come sindacati e industriali e probabilmente imprimeranno, con le prossime elezioni, una svolta alla governance incartapecorita dei vari Juncker, Merkel e Macron, che porterà a un rinnovamento dell’attuale establishment.

Ancora non sappiamo se sarà un bene o un male. ogni volta diciamo   …peggio di così, ma poi constatiamo che al peggio non c’è mai fine. E non saranno certo gli appelli di confindustria e sindacati, portatori di interessi settoriali, a migliorare la situazione.

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Paolo Padoin

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già Prefetto di Firenze
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