Dalla Corte d'Assise d'appello di Roma

Terrorismo: tunisino fiancheggiatore Amri, confermata condanna in appello

di Redazione - - Cronaca

ROMA – È stata confermata in appello la condanna a quattro anni di reclusione inflitta dai giudici
italiani ad Abdel Salem Napulsi, il 39enne palestinese, accusato e processato per auto addestramento con finalità di terrorismo, ritenuto collegato alla rete di fiancheggiatori di Anis Amri, il tunisino autore della strage nel 2016 al mercatino di Natale di Berlino (poi ucciso a Sesto San Giovanni il 23 dicembre di quell”anno). La sentenza è stata emessa dalla prima Corte
d’assise d”appello di Roma, presieduta da Andrea Calabria con Giancarlo De Cataldo, a conferma della decisione del gup capitolino Alessandra Boffi, pronunciata nel novembre dello scorso anno dopo il processo col rito abbreviato.
Napulsi, che si trovava già in carcere per reati di droga, fu raggiunto da un”ordinanza di custodia cautelare insieme con altre quattro persone (fermate tra Napoli e Caserta) nel corso di una operazione svolta dalla Digos di Roma e Latina. Secondo l”accusa, il palestinese, dopo essersi radicalizzato, aveva cercato in rete “istruzioni sull”uso di armi da fuoco, tra cui anche un lancia razzi” e nel deep web “la possibilità di acquistare mezzi di trasporto pesanti come camion o pick up
idonei a montare armi da guerra, nonché a scaricare e visionare modalità di acquisto di armi finalizzati ad arrecare – si legge nel capo d”imputazione – grave danno al Paese.

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