Venerdì 21 febbraio, repliche il 23, 26, 29 febbraio e il 4 marzo

Firenze: al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino debutta il «Don Pasquale» di Donizetti in un nuovo allestimento

di Roberta Manetti - - Cronaca, Cultura

FIRENZE – Al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino venerdì 21 febbraio debutta un nuovo allestimento del «Don Pasquale» di Gaetano Donizetti, che da diversi anni non compariva in cartellone. A dirigere l’orchestra e il coro del Maggio musicale fiorentino sarà Antonino Fogliani, al suo debutto sul podio fiorentino; nel ruolo di Don Pasquale c’è il basso Nicola Ulivieri (che lo ha già debuttato a Buenos Aires); il soprano spagnolo Marina Monzò è Norina, il tenore russo Maxim Mironov interpreta Ernesto e il baritono Davide Luciano veste i panni del Dottor Malatesta, mentre Francesco Samuele Venuti, dell’Accademia del Teatro del Maggio, interpreta il notaro.

Antonino Fogliani opta per la versione integrale e si rispetta naturalmente il libretto, ma, col pretesto della vaghezza delle indicazioni per l’ambientazione e partitura sono fedeli all’originale, il giovane regista bolzanino Andrea Bernard (già assistente di Michieletto per il «Flauto magico» di Mozart che si è visto nel 2017) porta tutto negli anni Settanta dello scorso secolo e Don Pasquale e Norina si ritrovano a gestire ciascuno il suo casinò: per lui Casinò Corneto, per lei Casinò Sofronia, lo pseudonimo che nel libretto il dottor Malatesta escogita per Norina, giovane e accorta vedova che si fingerà candida fanciulla appena uscita dal collegio per accalappiare il settuagenario Don Pasquale, deciso a prender moglie per far dispetto al nipote Ernesto, di cui disapprova giustappunto l’amore per Norina, che impedisce il matrimonio fra il giovanotto con una nobile e ricca zitella scelta dallo zio. Quale miglior ripicca che metter su famiglia e diseredare il riottoso unico nipotino? Che poi il risveglio degli ormoni alla sola idea sarà anche un modo per risentirsi giovane e gagliardo. Ma per trovar moglie fa l’errore di fidarsi del dottor Malatesta, grande amico di Ernesto, che subito ha l’idea di presentargli la sorella.  Irretitolo con moine da (finta) sempliciotta e sposatolo con l’aiuto di un falso notaio, gli farà vedere i sorci verdi, finché non si arrenderà e preferirà acconsentire alle nozze fra il nipote e la vedovella spiantata che continuare a sopportare il proprio inferno domestico.

Divertente opera in tre atti andata in scena per la prima volta a Parigi il 3 gennaio 1843, il libretto ebbe una gestazione travagliata: scritto da Giovanni Ruffini, è un rifacimento del libretto che Angelo Anelli scrisse per «Ser Marcantonio» di Stefano Pavesi (la cui protagonista si chiama oltretutto Dorina), che ebbe gran successo fra il 1810 e il 1831. Giovanni Ruffini era un mazziniano in esilio a Parigi, come molti. Donizetti proponeva molti cambi in corso d’opera e il librettista se ne risentiva; Donizetti voleva un allestimento moderno, anche se stavano rifacendo un’opera di 30 anni prima, Ruffini no e alla fine rifiutò di firmare il libretto. Michele Accursi propose all’amico Donizetti di cavarlo d’impiccio con l’apporre le sue iniziali, M. A., sul frontespizio, e non fu poi male che in Italia il libretto originale arrivasse senza la firma di un condannato a morte per motivi politici.

Opera buffa ispirata a un’altra opera buffa, le origini dei personaggi sono da ricercare ella Commedia dell’arte: Don  Pasquale è Pantalone, Ernesto è Pierrot, Malatesta è Scapino e Norina è Colombina. Però in Donizetti le maschere si sono molto evolute e i caratteri travalicano la dimensione comica; equivoci, travestimenti, finte nozze e raggiri, nell’intreccio c’è tutto il repertorio tradizionale settecentesco, ma non mancano una buona dose di lirismo e una vena di malinconia.

Antonino Fogliani è direttore principale ospite alla Deutsche Oper am Rhein dal 2017 e direttore musicale del Rossini in Wildbad: Belcanto Opera Festival dal 2012; molto apprezzato dalla critica e dal pubblico per le sue direzioni in opere rare, ma anche nel repertorio del primo Ottocento italiano, dal giovane Verdi a Rossini e Bellini fino, appunto, a Gaetano Donizetti.

Al Teatro Comunale di Firenze il «Don Pasquale» è stato rappresentato nelle stagioni 1944/45; 1966/67; 1972/73; 2001/2002 (a firma di Jonathan Miller; ripresa del 2011).

Il regista Andrea Bernard a un suo «Don Pasquale» aveva iniziato a lavorare nel 2017, quando con un progetto sull’opera di Donizetti raggiunse le semifinali del Ring Award, competizione internazionale per registi d’opera under 35 che si tiene a Graz, in Austria. Non è comunque quello il progetto sviluppato per il Maggio; qui ha pensato di ambientare il subdolo raggiro ai danni dell’avaro Don Pasquale nel luogo di perdizione per eccellenza, il casinò: un casinò dismesso, di cui si immagina che Don Pasquale fosse stato proprietario, costruendovi la sua fortuna. «Un casinò come luogo dove si perde la concezione del tempo – spiega il regista –, dove le persone danno il meglio e il peggio di sé e si trasformano in bestie serve dei loro istinti. Un casinò come luogo perfetto per la truffa perfetta dove si può giocare tutto e si gioca con le vite proprie e degli altri. Questo è il nostro Don Pasquale, un gioco di inganni e travestimenti, di sentimenti e relazioni umane».

Teatro del Maggio Musicale Fiorentino (Piazzale Vittorio Gui 1)

Venerdì 21 febbraio alle 20 (repliche domenica 23 alle 15.30 e il mercoledì 26, sabato 29 febbraio e mercoledì 4 marzo alle 20)

«Don Pasquale» di Gaetano Donizetti. Nuovo allestimento. Orchestra e Coro del Maggio Musicale Fiorentino, Direttore Antonino Fogliani, Maestro del Coro Lorenzo Fratini. Don Pasquale Nicola Ulivieri, Norina Marina Monzò, Ernesto Maxim Mironov, Dottor Malatesta Davide Luciano, Un Notaro Francesco Samuele Venuti, Solisti – Coro Marina Thalida Fogarasi, Fabrizio Falli, Massimo Egidio Naccarato. Regia Andrea Bernard, scene Alberto Beltrame, costumi Elena Beccaro, luci Marco Alba.

La recita del 21 febbraio 2020 sarà trasmessa in diretta da Rai Radio 3

Biglietti da 15 a 120 euro per la prima e da 10 a 100 euro per le repliche, in vendita anche online sul sito del Maggio

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