Calcio: Spadafora, lavoriamo per far ripartire il campionato, ancora nessuna certezza

ROMA – Il ministro Spadafora è secondo solo alla collega Azzolina, dal bel rossetto vivace, nelle esternazioni inconcludentiu. Straparla, ma poi non si arriva a nessuna conclusione, nello stile del governo Conte2 e dello stesso premier.

«Noi stiamo lavorando per fare in modo che una volta che il campionato riparta, possa anche concludersi. Dietro la prudenza che abbiamo avuto dal primo giorno, che e’ stata interpretata da qualcuno in malafede, c’era la necessita’ di farlo ripartire, ma in sicurezza». Vincenzo Spadafora, ministro dello Sport, in un’intervista per “Casanapoli.net” ribadisce che da parte del governo c’e’ l’impegno perche’ la serie A possa ripartireil 13 giugno ma «dire adesso, un mese prima, che e’ data certa,questo e’ impossibile».

Sulla questione della quarantena obbligatoria per tutta la squadra qualora ci fosse anche un solo caso positivo, «anche iniziando il campionato, diventerebbe un problema per le squadre in quanto dovrebbero saltare 14 giorni. Ma si puo’ ragionare nei prossimi giorni, cioe’ nel momento in cui vediamo l’evoluzione della curva dei contagi». Oggi intanto la Bundesliga e’ ripartita, Premier e Liga sperano, in Francia, Olanda e Belgio non si giochera’ piu’ per questa stagione.  «Effettivamente non c’e’ stata una linea comune, va detta pero’ una cosa, i paesi hanno affrontato in maniera diversa l’emergenza. Si fa riferimento al modello tedesco anche per la ripresa dei campionati, abbiamo pero’ visto il primo caso qualche giorno fa in una squadra di serie B tedesca (la Dinamo Dresda, ndr) che e’ stata messa in quarantena per 14 giorni. Le autorita’ sanitarie hanno ritenuto opportuno che non fosse sufficiente un isolamento di pochi giorni ma di mettere in quarantena tutti per quattordici giorni – ha sottolineato Spadafora – Quindi, diciamo la verita’, alla fine nessuno ha la certezza assoluta su come vada gestita una situazione che per noi e’ completamente nuova. Quindi io inviterei un po’ tutti a fare meno i fenomeni. Da fuori si e’ tutti scienziati, calciatori, arbitri. C’e’ una responsabilita’ di chi e’ al governo nell’ascoltare chi ne sa piu’ nel campo in cui mi sto cimentando. E poi assumersi le responsabilita’, questa e’ la parte che non piace a nessuno. Il mondo del calcio alla fine in sostanza ci chiede di andare avanti o di essere noi ad assumerci la responsabilita’ di bloccare tutto per tutti. Il mondo del calcio non lo decidera’ mai in autonomia. Nel mondo ci sono diverse posizioni.Anche i calciatori cercano di contattarmi per dirmi le loro preoccupazioni. Altri non vedono l’ora di ripartire domani mattina. Stiamo muovendoci con prudenza e stiamo cercando di fare quanto possibile nei tempi giusti per evitare la cosa peggiore,che tutto riparta e fra due-tre-quattro settimane tutto il paese sia costretto a rifermarsi, non solo il calcio».

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Paolo Padoin

Già Prefetto di Firenze Mail

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