Primo appuntamento martedì 29 e mercoledì 30 settembre 2020

Firenze, Teatro Verdi: via, con Daniele Rustioni sul podio dell’ORT, agli Intermezzi, 20 concerti

di Roberta Manetti - - Cronaca, Cultura

Daniele Rustioni con l’Orchestra della Toscana (foto Marco Borrelli)

FIRENZE – Al Teatro Verdi parte «Intermezzi», ovvero la programmazione “di mezzo”, in questo tempo un po’ sospeso che non permette di programmare un intero anno, dell’Orchestra della Toscana (ORT). Saranno 20 concerti in tre mesi.

Apertura affidata, martedì 29 e mercoledì 30 settembre alle 21, a Daniele Rustioni, che, notizia fresca fresca, è stato oggi, 23 settembre, nominato direttore artistico dell’Orchestra della Toscana dal Consiglio d’Amministrazione della Fondazione ORT. Dopo aver trascorso gli ultimi nove anni con l’orchestra, prima come direttore ospite principale e poi come direttore principale, Daniele Rustioni ne guiderà le future scelte artistiche.  A soli 37 anni è il più giovane direttore artistico di una ICO (Istituzione Concertistica Orchestrale) di sempre.  La nomina di Rustioni garantisce una continuità con la storia quarantennale di questa istituzione, ma si propone di realizzare un progetto totalmente nuovo nel panorama italiano, con un team e delle modalità di gestione artistica completamente rinnovate. Certo nessuno meglio di lui, ora come ora, conosce le potenzialità dell’ORT. Per sottolineare il solido e proficuo rapporto con l’Orchestra della Toscana, il CdA ha conferito al Maestro Rustioni anche il titolo di direttore laureato che era già stata valutata a giugno dall’organismo che guida la Fondazione come atto finale del lungo lavoro svolto insieme, ma non ancora ratificata.

Sul palco, ancora allargato al primo settore di platea (svuotato dalle poltrone) per distanziare i musicisti, del concerto inaugurale di «Intermezzi», che avrebbe dovuto essere l’ultimo concerto della passata stagione, martedì e mercoledì ci sarà anche il pianista e Francesco Piemontesi, allievo del leggendario Alfred Brendel. Questa settimana, giusto prima di arrivare a Firenze, è programmato a Berlino con i Berliner Philharmoniker diretti da Lahav Shani, il giovane successore di Zubin Metha alla Israel Philharmonic Orchestra. Con l’Orchestra della Toscana Piemontesi suona il Concerto op. 54 di Robert Schumann, caposaldo del repertorio romantico per piano e orchestra. In origine l’autore l’aveva pensato come una “Fantasia” in un solo movimento, e soltanto in seguito vi aggiunse gli altri due, facendolo così diventare un Concerto a tutti gli effetti. Al solo Daniele Rustioni sarà poi affidata la Sinfonia “Grande” che Franz Schubert scrisse nel 1828, ultimo anno della sua breve vita, su commissione dell’orchestra di Vienna, ma agli strumentisti sembrò troppo difficile e fu accantonata. A riportarla in luce, un decennio dopo, fu, giustappunto, Schumann.

Il Teatro Verdi per i prossimi mesi avrà una capienza stimata di circa 500 posti, dislocati nel secondo e terzo blocco di platea (nel primo continuerà a trovare posto l’orchestra), in galleria e nei primi tre ordini di palchi. L’insolita posizione non nuoce al suono, anzi, lo ha reso quasi quasi più bello, anche se, giustamente, orchestra e pubblico non vedono l’ora che tutto torni come prima.

Mantenendo fede alla tradizione di offrire un prodotto di qualità ma accessibile a tutti, i prezzi continuano a restare bassi (biglietti a partire da 15 euro) e trovano ancora maggior convenienza in diverse formule di abbonamento (a partire da 60 euro). L’ORT ritiene da sempre che chi riceve importanti finanziamenti pubblici abbia il dovere di restituire alla società esattamente questo, qualità a un costo accessibile, e lo fa. Lunga vita all’ORT!

Della programmazione completa di «Intermezzi» si è già dato conto su queste pagine.

Teatro Verdi di Firenze (via Ghibellina 99)

Tag:, , , ,

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: