Firenze movida: dopo la notte brava di Santo Spirito il Comune riflette, ma non sa che pesci pigliare

FIRENZE – Nonostante i grandi proclami del sindaco Nardella e del Comune, la visita del ministro Lamorgese, che ha promesso aiuti economici e un limitato potenziamento delle Forze dell’ordine, la malamovida, la maleducazione e l’inciviltà dei giovani e meno giovani fiorentini e non si fanno beffe delle istituzioni e continuano a devastare le piazze e le strade delle zone centrali, in particolare Santo Spirito.

Dopo l’incredibile e non contrastato assalto al sagrato della Basilica, con la distruzione delle contestate barriere di cordone e cemento, che si sono dimostrate completamente inutili, la malamovida sembra si sia spostata, almeno per un po’,  fuori dal centro. Forse anche in ragione dell’identificazione di 43 responsabili dei danneggiamenti di Santo Spirito da parte della polizia. Non sono mancate segnalazioni di un po’ di assembramenti sui lungarni e a Bellariva. Restano occupate le zone di Sant’Ambrogio, via Pellicceria-piazza della Repubblica.

Intanto, dopo il fallimento dell’opzione cordone e blocchi di cemento, costata qualche decina di migliaia di euro, a Palazzo Vecchio si riflette sulla soluzione da adottare. Fuori tempo massimo, perché è scaduto il coprifuoco e Nardella non ha approvato le nuove ordinanze promesse che dovevano estendere le zone off limits per la movida. Evidentemente il sindaco riflette su che pesci pigliare dopo i recenti avvenimenti.

Intanto fioccano le polemiche politiche. «Questa amministrazione tollera solo chi entra in piazza Santo Spirito per consumare ai tavolini dei locali», tuona da sinistra Antonella Bundu. Ma intervengono di nuovo anche i residenti, i più sacrificati dalla situazione attuale: «Qui va posto un termine allo scandalo. La cordonatura messa così non serve, noi rilanciamo una cancellata leggera, alta 1,80, rimovibile e con elementi verdi, la pagherebbero gli sponsor. Ma intanto il Comune garantisca la protezione della basilica, dove campeggia la scritta “Borderless”» invoca Camilla Speranza, portavoce del comitato dei residenti.

Attendiamo decisioni  (ne sarà capace?) del Comune e del sindaco, che dovrebbero essere veloci e costruttive sperando che l’ordinanza di Nardella comprenda anche altre zone, come Piazza San Lorenzo, per le quali i residenti, l’Opera Medicea Laurenziana e la parrocchia hanno chiesto più volte maggiore attenzione contro la sicurezza e il degrado, senza ottenere risposta alcuna. Il timore è che, senza interventi dissuasivi, la malamovida e l’inciviltà si sposti anche nella zona della piazza, sul sagrato e la scalinata della Basilica, già più volte teatro di manifestazioni politiche della sinistra e di comportamenti incivili di turisti e fiorentini che mangiano sulle scalinate, siedono sui gradini (non esistono panchine comunali) e accanto alle pareti della Basilica, lasciano rifiuti e cartacce per terra, causando danni e degrado al monumento.

E nessuno finora ha mosso un dito nonostante le richieste pressanti dell’Opera Medicea Laurenziana, che ha installato a sue spese un sistema di telecamere collegato alla sala operativa dei vigili urbani per garantire la sicurezza. Con esiti nulli, vista l’assenza di attenzione dell’amministrazione comunale per la zona.

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