Firenze: al Teatro del Maggio arriva Ingo Metzmacher, violino solista Thomas Zehetmair

Opera di Firenze interno
Ingo Metzmacher

FIRENZE – Sabato 5 febbraio ultimo concerto nella Sala Grande del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino prima dell’inizio dei lavori al palco che si concluderanno solo in autunno: l’ottimo Ingo Metzmacher sarà alla guida dell’Orchestra del Maggio con un programma variegato:  in apertura Berceuse élégiaque, op. 42 di Ferruccio Busoni, seguita dal Concerto in sol maggiore K. 216 per violino e orchestra di Wolfgang Amadeus Mozart, nel quale la parte solistica è affidata al violinista austriaco Thomas Zehetmair, uno dei più importanti della sua generazione; in conclusione la Sinfonia n. 2 in do minore di Anton Bruckner. Il ritorno del maestro Metzmacher sul podio del Maggio era inoltre già previsto per lo scorso marzo 2021, ma i teatri erano chiusi per le limitazioni anti-covid.

Ingo Mezmacher debuttò al Teatro del Maggio il 17 giugno 1994, quando eseguì il Requiem di Hans Werner Henze; tornò poi il 21 novembre 2009, aprendo con l’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino le celebrazioni per il bicentenario della nascita di Robert Schumann. In quell’occasione furono eseguite l’Ouverture in mi bemolle maggiore op. 115 per Manfred, il Nachtlied op. 108 per coro e orchestra e la Sinfonia n. 3 in mi bemolle maggiore op. 97 Renana  di Robert Schumann, oltre all’Elogium Musicum amatissimi amici nunc remoti per coro e orchestra di Hans Werner Henze. Metzmacher, che tornerà nel volgere di pochissimo tempo al Maggio, in occasione di un altro concerto sinfonico previsto per il 5 marzo 2022 (quando verrà eseguita la composizione di Francesconi che avrebbe dovuto inaugurare l’auditorium lo scorso dicembre, ma non era pronta), è stato direttore musicale generale dell’Hamburgische Staatsoper, direttore principale della De Nationale Opera di Amsterdam e direttore principale e artistico della Deutsches Symphonie-Orchester di Berlino, mentre dal 2016 è direttore artistico del KunstFestSpiele Herrenhausen.

Durante l’esecuzione del Concerto in sol maggiore K. 216 per violino e orchestra di Wolfgang Amadeus Mozart, il maestro Metzmacher sarà affiancato dal violino di Thomas Zehetmair: il maestro austriaco ha debuttato al Maggio Musicale nel febbraio del 2000. Nel 1994 ha formato l’ormai internazionalmente apprezzato “Zehetmair Quartet”, con cui ha inciso quartetti di Hartmann, Hindemith, Bartok e Schumann per ECM New Series. Le sue ultime registrazioni includono le Sonate per violino solo di Ysaye, il Concerto di Holliger con la SWR Sinfonie-Orchester diretta dal compositore e il Triplo Concerto di Beethoven con la Chamber Orchestra of Europe diretta da Nikolaus Harnoncourt. Recentemente ha inciso per la ECM i 24 capricci di Paganini.

Il concerto si apre con la Berceuse élégiaque per piccola orchestra op. 42 di Ferruccio Busoni, che la compose nel 1909 dopo la morte della madre, a cui è dedicata. La «ninna nanna di un uomo sulla bara di sua madre», come recita il sottotitolo, prevede un organico piuttosto singolare, volto alla ricerca di una sonorità personale che desse forma al sentimento, come lui stesso disse. Busoni divise l’organico in due sezioni strumentali diverse e tra loro dialoganti: legni e corni nella prima, archi, oboe, celesta e arpa nella seconda. La Berceuse fu eseguita per la prima volta alla Carnegie Hall di New York il 21 febbraio 1911 diretta da Gustav Mahler.

Nel corso del 1775 il giovane Mozart mise a punto cinque Concerti per violino e orchestra destinati con tutta probabilità alle attività musicali della corte salisburghese, a cui Mozart partecipava anche in veste di esecutore. Terzo della serie, il Concerto in sol maggiore K. 216 si compone di un Allegro incentrato su un tema  derivato da un’aria del Re pastore, di un Adagio in cui il violino intona una melodia delicata accompagnata dal pizzicato degli archi e da una coppia di flauti, e da un Rondò.

La Sinfonia n. 2 in do minore di Anton Bruckner, concepita tra il 1871 e il 1872, fu revisionata tre anni dopo per approdare a una versione definitiva nel 1877; Bruckner, guardato con sospetto nell’ambiente viennese per la scrittura strumentale irta di difficoltà tecniche, nella Seconda Sinfonia alleggerì il flusso del discorso sinfonico con l’inserimento di numerose pause, tanto che la Sinfonia fu soprannominata Pausen-Symphonie. I tempi sono 1. Moderato (do minore) 2. Adagio. Feierlich, etwas bewegt (la bemolle maggiore) 3. Scherzo: Mäßig schnell (do minore) – Trio: Gleiches Tempo (do maggiore) 4. Finale: Ziemlich schnell (do minore)

 

Visibilità limitata e ascolto: 15€  – Galleria: 25€ – Palchi B: 45€ – Palchi A: 80€ Platea 4: 45€ – Platea 3: 60€  – Platea 2: 80€  – Platea 1: 100€. Biglietti in vendita senza sovrapprezzo sul sito del Maggio

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