Sanzioni contro la Russia: nel mirino banche, oligarchi, accesso ai mercati. Ma ci rimetterà soprattutto la gente

EPA/MARKIIAN LYSEIKO

Ecco le sanzioni contro la Russia di Putin. Il rischio? Che la popolazione, i cittadini semplici che non hanno interessi nelle straordinarie materie prime di cui i territori di Mosca sono ricchi, ne faccia le spese. Com al tempo dell’Unione Sovietica. Ma in che cosa consistono le sanzioni? Ue, Gran Bretagna e Stati Uniti mettono in campo un primo, esteso, pacchetto, provando a far sì che uno stretto coordinamento tra gli alleati renda ancora più dannose, per il Cremlino, le misure adottate in queste ore. Chi viene colpito? Dai membri della Duma ai leader delle repubbliche separatiste di Donetsk e Lugansk fino alle banche e all’accesso della Russia ai mercati europei. Sono dunque quattro le macro-categorie che finiscono nel mirino dell’Ue e degli alleati seguendo uno schema che, nel 2014, in occasione dell’invasione della Crimea, Bruxelles già adottò. “Per i sanzionati niente più shopping a Milano, feste a Saint Tropez, diamanti ad Anversa”, ha sintetizzato l’Alto Rappresentante Ue per la Politica Estera Josep Borrell.

DUMA E OLIGARCHI – Le sanzioni individuali sono il primo binario delle misure approvate nel Consiglio Affari Esteri di Parigi. A finire nella black list dell’Ue sono i 351 membri della Duma che hanno votato a favore del riconoscimento delle repubbliche del Donbass da parte di Mosca. Nel mirino anche 27 persone ed entità che hanno un ruolo nella minaccia all’integrità ucraina e che includono soggetti che sostengono finanziariamente o materialmente l’aggressione nei confronti di Kiev, chi ha un ruolo nelle azioni destabilizzanti sul terreno e chi opera in quella che l’Ue chiama “guerra di disinformazione”. Londra, parallelamente, ha annunciato il congelamento degli asset britannici per tre oligarchi: Gennady Timchenko, Boris Rotenberg e Igor Rotenberg. Nessuna sanzione diretta, al momento, per il presidente russo Vladimir Putin.

BANCHE – Il primo a colpire gli istituti russi, in ordine cronologico, è stato il premier britannico Boris Johnson, che in mattinata ha imposto lo stop all’accesso alla City per Rossiya, Is Bank, General Bank, Promsvyazbank e Black Sea Bank. Ma anche le sanzioni adottate dall’Unione prendono di mira le banche russe ed in particolare gli istituti “che stanno finanziando le operazioni militari russe e altre operazioni nei territori” riconosciuti da Mosca.

MERCATI – E’ una delle novità dell’ultim’ora del pacchetto di sanzioni: la limitazione al governo russo e allo Stato russo all’accesso ai mercati e servizi finanziari europei con l’obiettivo di colpire l’offerta di finanziamento del debito sovrano russo. La portata delle misure, che come tutte le altre finiranno sul tavolo del Consiglio Ue, dipenderà molto dall’ampiezza che Bruxelles vorrà dare alle limitazioni finanziarie dirette a Mosca.

COMMERCIO – Come accadde per la crisi di Crimea, le sanzioni europee impongono il divieto di export e import tra l’Ue e le repubbliche separatiste di Donetsk e Lugansk. Washington ha già annunciato un bando sugli investimenti e le attività commerciali e finanziarie da parte degli americani nelle regioni separatiste. Per gli Usa si tratta solo di una piccola parte delle misure che la Casa Bianca ha messo in campo. Ma al di là dei pacchetti e delle decisioni dell’Occidente, lo ripeto, è la popolazione russa che, alla fine, ci rimetterà di più.

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Sandro Bennucci

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