Firenze, Maggio Musicale: penultimo concerto della stagione, con Theodor Guschlbauer, violoncello Giulia Hagen

L’Orchestra del Maggio

Il maestro Theodor Guschlbauer, in sostituzione di Franz Welser-Möst, alla guida dell’Orchestra del Maggio, sul podio della Sala Mehta, per il penultimo appuntamento sinfonico della stagione prima dell’inizio dell’84º Maggio Musicale Fiorentino. In programma due sinfonie di Franz Schubert, in apertura e chiusura dello spettacolo, intervallate dal Concerto per violoncello e orchestra di Robert Schumann con Julia Hagen come violoncello solista. 

In apertura la Sinfonia n. 2 in si bemolle maggiore D 125 di Schubert, che lo impegna nell composizione tra la fine del 1814 e i primi mesi del 1815 per ben quindici settimane, un tempo lunghissimo se paragonato alle repentine gestazioni della Prima e della Terza, nate in pochi giorni; seguita dal Concerto per violoncello e orchestra in la minore, op. 129 di Robert Schuman: egli lo compose in pochi giorni, nel periodo in cui Schumann si trasferisce da Dresda a Düsseldorf per assumere l’incarico di direttore dei concerti della città; nel corso dell’esecuzione della composizione Julia Hagen accompagnerà il maestro Theodor Guschlbauer come violoncello solista.  

In conclusione alla serata la Sinfonia n. 3 in re maggiore D 200 di Franz Schubert: terza prova sinfonica del giovane Schubert, la Sinfonia n. 3 in re maggiore risale al 1815, un momento particolarmente fruttuoso e ispirato per il diciottenne compositore che solo in quell’anno riesce a congedare quasi centocinquanta Lieder, oltre a pagine di musica sacra e lavori teatrali. 

Theodor Guschlbauer torna sul podio del Teatro del Maggio dopo oltre 20 anni dalla sua ultima esibizione, quando nel settembre del 2000 diresse Die Zauberflöte di Wolfgang Amadeus Mozart, per la regia di Julie Taymor.  

Nato a Vienna nel 1939, prende lezioni di pianoforte e violoncello prima di studiare direzione d’orchestra con Hans Swarowsky. Continua successivamente i suoi studi con Lovro von Matačić e Herbert von Karajan. La sua prima scrittura gli offre la possibilità di dirigere i Wiener Volksoper e i Landestheater di Salisburgo. Presto diventa Direttore Musicale dell’Opéra de Lyon (1969) e nel 1975 viene nominato “Generalmusikdirektor” a Linz. Raggiunge la carica di direttore musicale e artistico della Strasbourg Philharmonic Orchestra fra il 1983 e 1998 e, dal 1997 al 2001, diviene Direttore Artistico e Musicale dell’Orchestre Philharmonique Rhénanie-Palatinat. Dirige molte fra le più importanti orchestre fra cui i Wiener Philharmoniker, la London Symphony Orchestra, la Royal Philharmonic Orchestra, l’Orchestre de Paris, l’Orchestre de la Suisse Romande, la Deutsches Symphonieorchester Berlin, la Leipzig Gewandhaus, la Bavarian Radio Orchestra, la Filarmonica della Scala, l’Orchestra di Santa Cecilia a Roma, l’Orchestra RAI di Torino, la NHK Orchestra di Tokyo e la Israel Philharmonic Orchestra. Lavora periodicamente in molti festival, tra cui quelli di Salisburgo, Aix-en-Provence, Praga, Bregenz, Oxford, Lucerna, Montreux, Ascona, Verona il Maggio Musicale Fiorentino. È anche direttore ospite ad Amburgo, Colonia, Monaco di Baviera, Vienna, Ginevra, Bruxelles, Lisbona e Parigi (Opéra Bastille). Ha eseguito più di sessanta registrazioni, alcune della quali sono state premiate dal Grand Prix du Disque. La Fondazione Goethe di Basilea, lo ha premiato col prestigioso “Premio Mozart”, e la Alsace Foundation con il suo “Honour Prize”. È inoltre “Cavaliere nell’Ordine della Legion d’Onore”, la più alta onoreficenza attribuita dalla Repubblica francese. 

Julia Hagen – al suo debutto al Teatro del Maggio –  è una delle musiciste più promettenti e apprezzate della sua generazione. Inizia a suonare il violoncello ad appena 5 anni, con le prime lezioni di Detlef Mielke al Musikum di Salisburgo. Ha proseguito gli studi al Mozarteum di Salisburgo con Enrico Bronzi, all’Università di Vienna con Reinhard Latzko e dal 2013 al 2015 con il celebre violoncellista Heinrich Schiff. Nel 2015 la musicista si è trasferita a Berlino per continuare i suoi studi con Jens Peter Maintz presso l’Universität der Künste. Attualmente è borsista della Kronberg Academy, dove lavora con Wolfgang Emanuel Schmidt. 

Julia Hagen ha debuttato alla Brucknerhaus Linz all’età di 14 anni, suonando come solista con la Vienna Jeunesse Orchestra. Da allora si è esibita frequentemente in tutta Europa e in Giappone, anche in luoghi come Wiener Konzerthaus, Wiener Musikverein, Tonhalle Zürich, Barbican Hall e Suntory Hall. Ha suonato con la Konzerthausorchester Berlin, la Tonhalle-Orchester Zürich e la Mozarteumorchester Salzburg, ha lavorato con direttori come Ivor Bolton, Mirga Gražinytė-Tyla, Ingo Metzmacher, Markus Poschner e Kristiina Poska. La violoncellista ha una stretta collaborazione artistica con la Bruckner Orchestre Linz, con la quale ha suonato a Salisburgo e Linz all’inizio della stagione e si esibirà all’Isarphilharmonie di Monaco. Dalla stagione 2021/22 è anche nel Debut Program del Nikolaisaal Potsdam. Tra il 2014 e il 2016, Julia Hagen è stata una delle sei giovani violoncelliste accuratamente selezionate che hanno preso parte alla “Classe d’Excellence de Violoncelle” tenuta da Gautier Capuçon e sostenuta dalla Louis Vuitton Foundation. Numerosi Masterclass con Gábor Takács-Nagy, Pamela Frank, Lawrence Power, Nobuko Imai, Torleif Thedéen, Laurence Lesser e Claudio Bohorquez completano la sua formazione. Vincitrice del “Concorso Internazionale di Violoncello” di Liezen e del “Concorso Mazzacurati” ha inoltre ricevuto il “Premio culturale Hajek-Boss-Wagner” e il “Premio Nicolas-Firmenich” dell’Accademia del Festival di Verbier. Nel 2019 Julia Hagen e la sua compagna di lunga data nella musica da camera, la pianista Annika Treutler, hanno pubblicato il loro primo album con le due sonate per violoncello e le canzoni trascritte di Johannes Brahms su Hänssler Classic. 

Il programma: 

Franz Schubert Sinfonia n. 2 in si bemolle maggiore D 125

Se è indubbio che le prime sinfonie composte da Schubert tra i sedici e i diciotto anni siano ascrivibili a un esercizio di apprendistato maturato nell’alveo del classicismo viennese, è pur vero che in esse sia già riscontrabile una sensibilità sinfonica originale e personalissima. Ne è esempio la Sinfonia n. 2 in si bemolle maggiore che impegna Schubert tra la fine del 1814 e i primi mesi del 1815 per ben quindici settimane, un tempo lunghissimo se paragonato alle repentine gestazioni della Prima e della Terza, nate in pochi giorni. La struttura scelta è la consueta: un Adagio introduttivo seguito da un Allegro in forma-sonata, un Andante, qui in forma di tema con variazioni, un Minuetto in stile settecentesco e un Presto finale. Ma mentre da un lato Schubert si mostra rispettoso delle convenzioni classiche, nei movimenti centrali specialmente, dall’altro manifesta intraprendenza e voglia di sperimentare in campo armonico e formale, attraverso le modulazioni originali e inaspettate del primo tempo e i marcati contrasti dinamici e timbrici di matrice beethoveniana nell’ultimo movimento. 

Robert Schumann Concerto per violoncello e orchestra in la minore, op. 129

Nel 1850 Schumann si trasferisce da Dresda a Düsseldorf per assumere l’incarico di direttore dei concerti della città. In quel periodo di breve serenità compone la Terza Sinfonia, alcuni Lieder e il Concerto in la minore per violoncello e orchestra op. 129, composto di getto in pochi giorni nel mese di ottobre. In nome di nuova libertà espressiva, Schumann articola il Concerto in tre movimenti che si susseguono senza soluzione di continuità. Anche la canonica esposizione iniziale, affidata tradizionalmente all’orchestra, viene sostituita da poche battute introduttive di archi e fiati che lasciano subito spazio al violoncello, protagonista indiscusso dell’intera opera. È infatti il solista a condurre il discorso musicale dal primo al terzo movimento, imponendosi con il suo timbro morbido e intenso sull’orchestra, chiamata ad accompagnarlo con delicatezza nelle sue romantiche evoluzioni. 

Franz Schubert Sinfonia n. 3 in re maggiore D 200

Terza prova sinfonica del giovane Schubert, la Sinfonia n. 3 in re maggiore risale al 1815, un momento particolarmente fruttuoso e ispirato per il diciottenne compositore che solo in quell’anno riesce a congedare quasi centocinquanta Lieder, oltre a pagine di musica sacra e lavori teatrali. Più concisa e breve delle altre sorelle, la Sinfonia n. 3 mostra lo stesso impianto formale delle sinfonie classiche: un primo movimento aperto da un Adagio introduttivo all’Allegro, secondo il modello di Haydn, seguito però da un delizioso Allegretto in forma tripartita in sostituzione del movimento lento. E se nel Minuetto si respira una gioiosa aria paesana, con i legni che nel Trio si muovono ironici a passo di Ländler, al Presto finale è affidata una conclusione vivacissima e scintillante a ritmo di tarantella.  

Direttore Theodor Guschlbauer  Violoncello Julia Hagen 

Prezzi: Settore D: 25€   – Settore C: 40€  – Settore B: 70€  – Settore A: 100€ 

Biglietti anche online senza sovrapprezzo

Auditorium del Maggio Musicale Fiorentino, Giulia Hagen, Musica, Stagione 2021-2022, Theodor Guschlbauer

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