Prato: al Teatro Metastasio Renato Carpentieri è regista e interprete de «Il complice» di Friedrich Dürrenmatt

Il popolare attore di teatro e di cinema Renato Carpentieri è regista e interprete de Il complice, un testo di Friedrich Dürrenmatt pubblicato nel 1977, una commedia distopica oltre che una metafora ironica dell’«epoca del grottesco e della caricatura», in scena al Teatro Metastasio di Prato da giovedì 21 a domenica 24 aprile (feriali 20.45, sabato 19.30, domenica 16.30).

La storia racconta di Doc, uno scienziato famoso che la crisi economica ha buttato sul lastrico e che vive nel sottosuolo di una metropoli. Costretto a lavorare per Boss, potente anziano capomafia, ha inventato una macchina per dissolvere cadaveri: il necrodializzatore. Gli affari vanno a gonfie vele ma Doc e la sua invenzione diventano oggetto di contesa e strumento di lotta tra interessi diversi. Nella gestione della macchina infernale, fra Boss e Doc s’inserisce il capo della polizia, Cop. Quando si scontrerà con la gigantesca rete di connivenze che domina la macchina statale, anche Cop, a suo modo cercatore di giustizia, rimarrà schiacciato e il controllo dell’apparato, con Doc come insostituibile tecnico addetto, passerà alle alte sfere dell’ordine costituito.

Il Complice per eccellenza è naturalmente Doc, lo scienziato di una scienza vilipesa e distorta, “l’intellettuale”, ma è evidente che anche tutti gli altri protagonisti sono complici: fanno quello che possono per continuare a vivere, ribelli o acquiescenti, nel disordine provocato da altri. Sulla scena, accanto a Renato Carpentieri (nel ruolo di Boss), ci sono Salvatore D’Onofrio (Doc), Giovanni Moschella (Cop), Valeria Luchetti (Ann), Francesco Ruotolo (Vecchio e Jim), Antonio Elia (Bill), Pasquale Aprile (Sam).

Le scene sono di Arcangela Di Lorenzo, i costumi di Annamaria Morelli, le luci di Cesare Accetta, il suono di Andreas Russo.

Il complice è una allegoria grottesca – dichiara Renato Carpentieri –, com’era allegoria quella dei Viaggi di Gulliver di Swift: lo stesso Dürrenmatt si definisce «il commediografo più truce che ci sia» e aggiunge «

La scelta di una forma allegorica mi ha spinto a verso questo lavoro, anche come reazione alla moda teatrale di falso realismo o di sogni estetizzanti sfruttando gli autori classici».

Biglietti da 12 a 28 euro – tutte le info su www.metastasio.it

Friedrich Dürrenmatt, Renato Carpentieri, Teatro Metastasio di Prato

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