Critici i sindacati

Quota 100: le regole approvate penalizzano il personale della scuola. Poche domande presentate

di Redazione - - Cronaca, Economia

ROMA – Procede a gonfie vele la richiesta di accesso a quota 100. Ma non tra il personale scolastico: l’Inps ha comunicato che delle 49.922 domande presentate, solo 17.077 arrivano da lavoratori pubblici. Quelle dei dipendenti della scuola, scrive oggi Orizzonte Scuola, sarebbero quindi appena 6.000. Il numero è ricavato dalla proporzione fra il numero delle domande arrivate all’Inps (poco) e il peso del personale scolastico sul pubblico impiego che è di circa un terzo, spiega la rivista specializzata.

«Premesso che non vi sarà alcun turn over se il Ministero dell’Istruzione non dovesse riaprire subito le GaE e stabilizzare i precari con 36 mesi di servizio – commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief -, va ricordato che quota 100 risulta davvero troppo penalizzante.  Perché ti manda in pensione a 62 anni con 38 di contributi anche con poco più di mille euro al mese. E questo non è giusto. Stiamo parlando di una professione particolare: chi opera nella scuola è sottoposto ad uno stress psico-fisico derivante dal rapporto diretto con gli studenti. È un lavoro usurante, non solo per chi opera nei nidi e nella scuola dell’infanzia: anche i docenti della primaria e della secondaria dovrebbero accedere all’Ape Social. Dando così loro la possibilità di lasciare il servizio a 62 – 63 anni così come avviene ancora oggi in Europa. E senza alcuna decurtazione», conclude il presidente Anief.

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