La scadenza è il 10 febbraio 2015. Annunciati trattori in strada per protesta

Imu agricola 2014: ecco chi non la pagherà

di Piero Corradini - - Cronaca, Economia

Si avvicina la scadenza dell'Imu sui terreni agricoli

Si avvicina la scadenza dell’Imu sui terreni agricoli

FIRENZE – Martedì 10 febbraio, salvo improbabili nuovi ripensamenti, sarà l’ultimo giorno per pagare la nuova Imu sui terreni agricoli per l’anno 2014. Un tributo pensato nel marzo 2014 per coprire parte del «bonus Renzi» da 80 euro ai lavoratori dipendenti ma che finora non ha trovato applicazione per i ritardi con cui è stato varato. E le polemiche non finiscono, al punto che sono stati annunciati dalla Cia (Confederazione Italiana degli Agricoltori) trattori in strada al casello dell’A1 Valdichiana e a Grosseto il prossimo 10 febbraio. Ma vediamo intanto cosa dice la legge, o meglio l’ultimo decreto legge che deve ancora essere ratificato dal Parlamento.

DOVE NON SI PAGA – Con l’ultimo decreto legge n° 4 del 23 gennaio 2015, sono stati rivisti tutti i criteri di esenzione dall’Imu agricola, dividendo i comuni tra montani (esenti), parzialmente montani (con alcune esenzioni), non montani (senza nessuna esenzione). In precedenza, la divisione era (addirittura) in base alla quota altimetrica della sede del municipio. Scarica qui l’elenco completo dei Comuni italiani per pagamento Imu su terreni agricoli 2014 e 2015 

GRAZIATI – Tra questi ci sono anche comuni (in Italia circa 900, di cui 29 in Toscana) che in precedenza erano esenti e che ora, con la nuova classificazione, figurano tra quelli in cui l’Imu agricola va pagata. Per questi, ad evitare una valanga di ricorsi, scatta la cosiddetta «clausola di salvaguardia», che tiene in vita i vecchi criteri solo per il 2014, nei casi in cui terreni erano risultati esenti. Di fatto i contribuenti di questi comuni sono stati graziati

CLAUSOLA DI SALVAGUARDIA – Occorre quindi, solo per questo primo pagamento retroattivo per il 2014, fare riferimento ad entrambi i decreti, ed applicare quello abrogato quando risulti vantaggioso per il contribuente.

Ecco nella tabella allegata la lista dei comuni italiani che sono stati penalizzati dal nuovo decreto, ed in cui si può utilizzare la clausola di salvaguardia per il 2014.  Elenco comuni con clausola di salvaguardia Imu 2014

ESENZIONE PARZIALE – Il nuovo decreto conferma per i comuni definiti dalla Istat ‘parzialmente montani’ (P), la esenzione parziale per i terreni in possesso di coltivatori diretti o imprenditori agricoli, ma a differenza del precedente richiede espressamente che questi siano anche i conduttori del terreno.

TERRENI DATI IN AFFITTO O IN COMODATO – Il nuovo decreto chiarisce che l’esenzione sussiste solo quando entrambi i soggetti (possessore e affittuario) abbiamo la qualifica di coltivatore diretto o imprenditore agricolo. Una circolare del Ministero dell’Economia e Finanze del 3 febbraio definisce chiaramente che per godere della esenzione entrambi i soggetti devono avere la qualifica di coltivatori diretti (o imprenditori agricoli professionali),  Scarica qui la risoluzione 2/DF  del 3 febbraio 2015 del Ministero Economia e Finanze

RIMBORSI – Nonostante il sofferto iter di questa imposta, un certo numero di contribuenti ha comunque pagato entro l’originaria scadenza del 16 dicembre 2014 quella che avrebbe dovuto essere la imposta determinata con i vecchi criteri. Si tratta di casi non marginali, visto che il gettito dichiarato dai comuni nel dicembre 2014 era già pari a 13 milioni di euro.

Tra questi contribuenti avremo sicuramente numerosi casi di imposte pagate per terreni resi ora esenti dal nuovo decreto, che genera quindi il diritto al rimborso del pagamento effettuato. Ma tale rimborso si potrà ottenere solo presentando al Comune istanza di rimborso entro 5 anni: facile immaginare che saranno in molti a lasciare perdere, lasciando quindi all’erario somme non dovute.

QUANDO SI PAGA – Entro il 10 febbraio 2015 per il 2014. Alle normali scadenze Imu per il 2015, insieme ai fabbricati (I° rata 16 giugno, II° rata 16 dicembre). Per l’Imu sui terreni sembrerebbe violato anche lo Statuto del contribuente, che prevede, per la creazione di nuove imposte, un termine minimo di 60 giorni per consentire di effettuare il calcolo degli importi da versare.

COME SI CALCOLA – Occorre prendere il reddito dominicale (indicato dal certificato catastale), rivalutarlo del 25 % ed a questo punto determinare il valore catastale ai fini Imu applicando il coefficiente 135 quando il proprietario non abbia la qualifica di coltivatore diretto o imprenditore agricolo professionale, oppure il coefficiente 75 nel caso il proprietario rientri in una di queste qualifiche (nota: la esenzione per i coltivatori diretti o imprenditori agricoli riguarda solo i terreni dei comuni Parzialmente montani (flag P). Nei comuni ‘NON montani’ (flag NM) tutti soggetti pagano, sia pure con coefficienti diversi).

ALIQUOTA – Sul valore catastale si applicherà la aliquota del 7,6 per mille oppure quella deliberata dal comune: ma attenzione, dovrebbe trattarsi di una aliquota deliberata appositamente per i terreni agricoli, non di quella normalmente deliberata dai comuni per gli immobili. Quindi per l’imposta retroattiva che viene richiesta per il 2014 la aliquota da utilizzare sarà quella base del 7,6 per mille nella gran maggioranza dei casi.

COME SI PAGA … IN RITARDO – A tutt’oggi permane una ampia confusione intorno a questa imposta, nata in mezzo a polemiche e ricorsi al Tar e destinata ad alimentare futuri contenziosi. È quindi difficile pensare che tutti i proprietari di terreni riescano o vogliano correre a mettersi in regola in pochi giorni, nonostante il tour de force degli addetti ai lavori: potrà venire utile anche in questa occasione la procedura di ravvedimento operoso, che consente al contribuente di regolarizzare in autonomia un pagamento tardivo, versando un importo assai ridotto per sanzioni e interessi. La procedura è stata appena rivista, riducendo le sanzioni e applicando gli interessi legali del solo 0,50 %.

PROTESTE – Trattori in strada al casello della A1 Valdichiana e a Grosseto il prossimo 10 febbraio. E’ l’iniziativa di protesta lanciata dagli agricoltori toscani della Cia per protestare contro l’Imu. In tutta la Toscana, nell’ambito delle iniziative organizzate dalla Cia a livello nazionale, la Cia regionale con le organizzazioni provinciali, con gli agricoltori e trattori, scenderanno nelle strade e nelle piazze «per una protesta civile che faccia capire ulteriormente, alla politica ed alle istituzioni, i motivi per cui l’Imu era sbagliata prima ed è sbagliato adesso, anche dopo i cambiamenti introdotti con l’approvazione del decreto legge n. 4 del 24 gennaio, che in molti casi hanno perfino aggravato la situazione delle aziende agricole toscane«.Inoltre «la Cia Toscana invita ancora gli associati a non effettuare alcun versamento nell’attesa di un provvedimento correttivo da parte del Parlamento, sollecitiamo che venga adottato con la conversione del decreto legge. C’è forte insoddisfazione – sottolinea la Cia Toscana – per le disposizioni di ulteriore revisione dei criteri di esenzione IMU dei terreni agricoli. I nuovi criteri di esenzione, costruiti sulla classificazione Istat dei comuni e il loro inquadramento tra comuni totalmente montani e parzialmente montani, continuano a determinare forti iniquità a danno dei produttori agricoli possessori e conduttori di terreni agricoli ubicati in aree marginali e montane».

 

ARTICOLI PRECEDENTI 

25 gen 2015 – Imu sui terreni agricoli: ecco il nuovo elenco dei comuni italiani dove si pagherà il 10 febbraio e gli oltre 3500 esentati 

23 gen 2015 – Imu agricola 2014: il pagamento slitta al 10 febbraio 2015

5 gen 2015 – Imu agricola: sul piede di guerra il sindaco di Fivizzano: «Se Renzi non la cancella, porterò la sede del comune a 860 metri»

13 dic 2015 – Imu sui terreni agricoli: si paga entro il 26 gennaio. Ecco l’elenco dei comuni della Toscana interessati

 

 

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